LibrAvvocati sostiene La Voce dei Bambini per La casa di Sofia
.28 Nov

LibrAvvocati sostiene La Voce dei Bambini per La casa di Sofia

Per contribuire alla raccolta, è stato organizzato un gran galà di beneficenza il prossimo 17 dicembre ed è stato messo a disposizione l’Iban IT03Q0103079021000001571569 per qualsiasi tipo di donazione. C’è anche il patrocinio di LibraAvvocati.

 

 

Un progetto a favore dei bambini con disabilità. Non è affatto un caso che la nuova iniziativa ideata dal dirigente scolastico di un istituto comprensivo e dalla presidente di un’associazione di volontariato abbia assunto il nome di un noto integratore dalla scatola variopinta. Ad averlo pensato, originale ed “energizzante” sono stati, nello specifico, Giovanni Tartaglia, preside della scuola Martellotta, e la presidente de La Casa di Sofia, Mariangela Tarì.

L’iniziativa è il perno centrale della sesta edizione de “La voce dei bambini”, ed è stata presentata sabato scorso alla stampa nella sala incontri dell’hotel Salina, in via Mediterraneo a Taranto,  da Tartaglia e da Tarì in video-collegamento da Verona. A sostenere il progetto anche una rete di quarantasette realtà locali ed imprenditoriali, enti ed associazioni, compresi gli ordini degli Avvocati, attraverso il consigliere Milena Casiello presente tra gli altri sabato scorso al Salina.

“La voce dei bambini” è un’idea dell’avvocato Tartaglia nata quand’era docente. Il prof pensò di destinare le somme spese per cene e scambi di auguri natalizi, ad una raccolta fondi a favore dei bambini della città. Finora sono stati sostenuti il reparto di Neonatologia dell’ospedale Santissima Annunziata, l’Aipd, l’associazione per le persone down, l’associazione Simba per il reparto di Oncoematologia, l’associazione dei bambini autistici Cabau, e l’associazione Abfo.

“Essere genitore di un bambino specialedichiara Tartaglianon è semplice, ma l’amore che i nostri figli ci restituiscono, secondo i loro tempi e nei loro modi, ci appaga. E questo amore è il motore che spinge anche il nostro progetto”. “Questa iniziativaaggiunge Tarì – nasce da un’esigenza personale. Con due figli con problemi di salute, la prima necessità è quella di formare sul territorio figure professionali in grado di aprire le porte al mondo dell’arte anche ai nostri ragazzi”.  Al centro del laboratorio non c’è la disabilità. C’è la persona, l’essere umano, che deve sperimentarsi per crescere ed evolvere. Il valore aggiunto è l’eterogeneità del gruppo.

Tre gli ambiti che investe il laboratorio. La danza e la dance ability; il teatro; ed il circo. Il corso è aperto a tutti. “Crediamo – dicono Tartaglia e Tarìche la diversità non sia un limite, ma una risorsa di cui l’arte performativa contemporanea possa arricchirsi per esplorare le infinite possibilità del corpo e della mente umana. E crediamo che il palcoscenico possa dare a persone con eleganza, creatività e possibilità diverse, una strada nuova per realizzare se stesse nella vita. Crediamo che sia giusto dare una chance a chi ogni giorno lotta con forza per uscire dal limite e dalla difficoltà, realizzando cose ordinarie in maniera straordinaria”.

Tra le discipline previste, figura anche la giocoleria, ovvero la manipolazione degli oggetti dai più comuni (palline, foulard, anelli, clave, piatti cinesi) ai più insoliti (secondo le capacità e l’immaginazione di ciascuno).

 

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